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Il canto sensibile,è un approccio integrato di lavoro sulla voce, che sostiene e accresce la consapevolezza di sé e della propria capacità espressiva. Conoscere la propria voce nella sua complessa organicità significa imparare ad ascoltarla ed imparare a riconoscere le parti di se di cui è espressione. La voce riflette lo stato complessivo dell’individuo e porta il segno ed il sintomo del suo vissuto. Lavorare sulla voce significa lavorare sulla propria soggettività e sulla propria singolarità.
La concezione del canto sensibile si fonda sul presupposto che la voce sia un sistema intelligente costituito da più livelli (fisico, osseo, nervoso, sonoro, vibrazionale, energetico, emotivo, simbolico, etc) che si compenetrano, si influenzano e si integrano a vicenda, ma soprattutto che la voce essendo l’identità sonora dell’individuo, è l’espressione della sua sensibilità.

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In questi anni di insegnamento, di ricerca, di pratica vocale, di concerti come cantante o direttrice di un coro, mi sono resa conto che non è possibile rinunciare ad essere sempre allievo di ciò che si crede di conoscere meglio.

La pratica vocale va di pari passo con il fare esperienza di sé, del proprio modo di esporsi alle cose e della qualità della relazione che si intrattiene con il mondo e queste capacità vanno coltivate e ascoltate per una vita intera. Quando ho iniziato a studiare canto immaginavo di dover lavorare sullo “strumento voce”, poi mi sono resa conto che la voce è strumento nella misura in cui riduciamo noi individui o soggetti pensati, sensibili, emittenti all’essere strumenti/oggetti per qualcosa, ma questo non corrisponde a tutta la realtà. Non credo più dunque all’idea che la voce sia solo uno strumento specifico/separato, credo invece che sia un sistema vitale intelligente costituito da vari livelli (tra cui quello neurofisiologico, osseo, sonoro, vibrazionale, energetico, emotivo, immaginifico etc) capaci di influenzarsi e integrarsi a vicenda, ma soprattutto che la voce sia l’espressione della nostra sensibilità e del modo di essere presenti a noi stessi e alla vita.

Spinta dunque dal bisogno di dare un nome all’esperienza fino ad ora fatta sulla propedeutica e sull’insegnamento vocale, ho elaborato una metodologia di lavoro che sostiene e accresce la consapevolezza di sé e della propria capacità espressiva attraverso la voce e che ho chiamato Canto Sensibile®.

 

L’obiettivo di questo approccio è ripristinare un rapporto armonico tra sé e la propria voce, tra sé e il proprio corpo, tra sé e la propria presenza sulla scena della vita e al tempo stesso poter godere di essa con pienezza e libertà.

Lavorare in maniera sensibile sul proprio suono significa lavorare sulla propria sensibilità complessiva, sulla qualità di un gesto, sulla forza, sulla fragilità e sulla bellezza di un movimento. Conoscere la propria voce nella sua complessa organicità significa imparare ad ascoltarla ed imparare a riconoscere le parti di se di cui è espressione. La voce infatti esprime la consapevolezza di ciò che siamo e sentiamo fisicamente, emotivamente e psicologicamente in un dato momento.

La concezione del canto sensibile si fonda sul presupposto che la voce sia un sistema intelligente a disposizione di tutti noi, costituito da più livelli che si compenetrano, si influenzano e si integrano a vicenda, ma soprattutto che la voce è l'identità sonora dell'individuo: gesto, pensiero, relazione con il mondo e allo stesso tempo con l'invisibile, in una sola parola, ne è la sensibilità.

Per questo nel Canto Sensibile® si parla di "gesto vocale", intendendo per gesto l'espressione esteriore di uno stato interiore fisico, emotivo, psichico e non ultimo quello trascendentale.
Poiché il corpo risuona del nostro inconscio l'esplorazione di esso in rapporto al movimento e alle emozioni, attraverso il metodo Canto Sensibile®, promette al tempo stesso la giocosità dell'avventura e l'acquisizione di territori di sé prima inabitati.

A chi si rivolge?

Il Canto Sensibile si rivolge a tutti coloro che abbiano voglia di conoscere la propria voce e di riconoscersi attraverso la voce, in un percorso di ricerca ed ascolto, individuale e corale. Non è necessario "saper cantare" o avere esperienze di canto.

Al contempo, è indicato per gli attori, per i professionisti che usano la voce nel loro lavoro (cantanti, musicisti, insegnanti, relatori, ecc...) e per coloro che soffrono di disturbi funzionali della voce.

"La voce è la sintesi di ciò
che siamo in grado di accogliere."